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I tre scenari

20 aprile 2010

Ci sono tre scenari, dice Kaku.

1) Nel migliore dei casi in qualche giorno l’eruzione si esaurisce; o il ghiaccio si scioglie, e l’eruzione torna a essere innocua per il resto del continente e del mondo. Si è cercato di effettuare delle ricognizioni aeree per controllare lo stato del ghiacciaio, ma è stato impossibile per la stessa ragione per cui non si poteva volare da Linate a Francoforte.

2) La cosa più probabile è che succeda quel che già avvenne nel 1821, spiega il professor Kaku. Allora lo stesso vulcano eruttò a intermittenza per tredici mesi. Significherebbe vivere “col terremoto” per mesi, con le compagnie aeree europee e tutto il nostro sistema economico costretto ad adattarsi giorno per giorno. Quando c’è il vento giusto o il vulcano è quieto, si vola. Altrimenti si vola dove si può, ma per i piloti significherebbe uno stato di tensione permanente.

3) Il peggiore dei casi. Improbabile, dice Kaku. Che questa eruzione ne scateni un’altra assai maggiore, tra i molti vulcani islandesi. Successe nel 1783, e fu annientata gran parte dell’agricoltura e dell’allevamento dell’isola, e la morte conseguente di un quarto degli islandesi. Le stesse conseguenze portarono alla morte di decine di migliaia di persone in tutta Europa. Fu “l’anno senza estate”.

via http://www.ilpost.it/2010/04/20/islanda-tre-scenari/

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